Cerco di rilassarmi come posso....
cerco di vedere ancora un futuro...
cerco di pensare che sarò aiutata ad acquistare la casa adatta alla mia malattia...
vorrei solo vivere una vita normale per le mie condizioni...
solo questo...



MCS, malattia subdola, infiammatoria - allergica e immunotossica, definita rara; una malattia ambientale ovvero una sorta di intolleranza al mondo moderno. Chi soffre di questa grave patologia, alla minima traccia di sostanza chimica, manifesta gravi crisi reattive le quali vanno a colpire molti organi del corpo, trattandosi di una sindrome multi-organo; sono crisi spesso molto violente che possono avere conseguenze gravissime, tra queste shock anafilattico, convulsioni, ictus, infarto, collasso fino alla morte. Noi malati siamo anche più predisposti a sviluppare tumori e leucemie.

In sostanza, si tratta di una malattia progressiva e irreversibile che necessita di particolari cautele, come una casa IDONEA, lontana da fonti elettromagnetiche e chimiche, meglio se lontana da altre abitazioni. Questo perché la casa è la prima vera cura di questa malattia e per questo deve necessariamente essere priva di fonti espositive. Le cure costanti alle quali noi malati, affetti da questa patologia, dovremmo sottoporci non sono riconosciute dal Sistema Sanitario Italiano e pertanto curarsi in Italia è impossibile, mentre recandosi all'estero, dove esistono centri specializzati, l’intero percorso di cura è integralmente a pagamento. Ma cos'è la Sensibilità Chimica Multipla?

L'intolleranza a tutto!

Alle cose primarie come il cibo, gli agenti chimici di ogni tipo, detergenti, detersivi, prodotti per la pulizia in genere, vernici, inchiostro, carta stampata, fumi della combustione (ebbene sì potrei stare male anche per la grigliata del vicino), campi elettromagnetici, farmaci, anestesie e l’elenco può continuare all'infinito. 

Ma il dramma più grande è che quando si sta male non si può ricevere assistenza in nessun pronto soccorso né essere ricoverati in un ospedale perché, ad oggi, non esistono strutture idonee ad accogliere malati come me! Inutile dire che non posso più abbracciare i miei cari, avere una carezza un piccolo contatto, ad eccezione di mio marito, insomma io non ho più una vita sociale in quanto costretta a vivere in totale isolamento per evitare esposizioni ambientali. Vivo una vita da reclusa dentro casa mia, ammiro il mondo dalla finestra, cercando di arrivare al giorno successivo e facendo in modo di non fare entrare esalazioni di qualsiasi tipo, cosa per altro impossibile! 

A soli 47 anni ero già invalida al 100%

Voi direte che sfortuna… ma non è finita qui! Quando ho scoperto la mia malattia vivevo in un condominio. La mia vita era letteralmente un inferno, ero costantemente esposta a sostanze chimiche sia di giorno che di notte, poiché le altre persone vivevano e vivono una vita normale. Dopo poco vennero inseriti in calendario dei lavori condominiali che avrebbero messo in serio pericolo la mia vita.

Grazie all'interessamento dell'ex sindaco Avv. Roberto Bruni, riuscii a far sospendere i lavori ma questo, in aggiunta alle altre limitazioni che avevo dovuto richiedere (sospensione delle disinfestazioni, uso di detersivi appositi per malati allergici e M.C.S., l’apertura continuativa di finestre, il non uso di profumi per ambiente e altro) crearono una grande frattura nei rapporti con gli altri condomini. Quest’ultimi fecero pressioni sul proprietario e successivamente è arrivato lo sfratto esecutivo. 


Sono riuscita a trovare l’appartamento in cui attualmente vivo, ma purtroppo non è compatibile con la malattia. Tuttavia se dentro casa, con qualche accorgimento, riesco a sopravvivere, il vero problema è l’ambiente esterno: fumi di camini, disinfestazioni frequenti, ristrutturazioni di case vicine, ristoranti ed un elenco lunghissimo di situazioni che fanno peggiorare di giorno in giorno il mio stato di salute.

Nel 2011, il Comune di Bergamo ha deliberato, per la durata di un anno, un contributo straordinario a mio favore per consentirmi di ottemperare al canone di locazione, oltre che alle utenze. Tale contributo è stato interrotto, senza alcun avviso, né al proprietario dell’immobile né alla sottoscritta lasciandomi nella disperazione più assoluta e con la costante paura di finire in mezzo alla strada. Il proprietario ha così deciso di interrompere l’erogazione di elettricità e gas, lasciandomi senza luce e al freddo per tre anni. 

Tengo a sottolineare che le utenze sono state interrotte, nonostante il proprietario fosse a conoscenza del fatto che devo usare un depuratore ambientale specifico per M.C.S indispensabile per ridurre il livello di sostanze chimiche presenti nell'ambiente in cui vivo. Ovviamente questo ha causato un grave ed irreversibile aggravamento del mio stato di salute.

Voglio precisare, per “dovere di cronaca”, che oltre all'interruzione di luce e gas, dal 26 febbraio 2016 mi è stata tolta anche l’acqua. Nonostante io volessi pagare le utenze queste mi sono state interrotte. A causa dell’interruzione del contributo da parte del Comune di Bergamo, il proprietario nel 2014 ha dato inizio ad un procedimento civile di sfratto senza titolo, in merito al rilascio dell’abitazione nella quale vivevo fino al 18 Ottobre 2016. 

Nonostante tale procedimento abbia avuto esito positivo, lo sfratto esecutivo nei miei confronti non è stato eseguito subito, in quanto le mie condizioni di salute non lo consentivano assolutamente. Dal momento che non era stata individuata un’abitazione idonea il procedimento ha subito numerosi rinvii. 

Il 28 luglio 2016 un giudice ha emesso un’ordinanza di sfratto esecutivo nei confronti di mio marito, che è il mio unico sostegno, il mio unico aiuto quando sto male, l’unica persona che può e che sa come soccorrermi quando svengo, o quando vomito bile e sangue, l’unico che sa gestire l’ossigeno quando non riesco a respirare e che oltretutto è titolare della 104.

Questo giudice ha deciso che la mia ancora di salvezza venisse allontanata. In pratica l’hanno costretto ad andarsene dall’appartamento, lasciandomi da sola e non è più potuto entrare né per farmi visita, né per assistermi in caso di bisogno né tantomeno per prendere i suoi effetti personali!!! Sempre per ordine del giudice i Carabinieri controllavano la zona per verificare che mio marito non entrasse.

"Ancora una volta mio marito al mio fianco , mio marito che non si arrende che mi consola e che mi da la forza di andare avanti..mio marito e'  l'antidoto alla mia malattia".


"la malattia ti trasforma e dalle varie foto lo avrete sicuramente notato... Ma c'e' sempre un sorriso..una luce...la luce della solidarieta' e dell'amore verso chi e' in difficolta' come me in questo momento"