Malata e senza una casa L'appello di Marinella: "Aiutatemi"

Da 36 anni affetta da una rara malattia

La storia di una 52enne disperata: il Comune non le paga più l’affitto

Bergamo, 8 febbraio 2012 -«Da metà novembre da quando cioè è scaduto il contributo economico straordinario del Comune, non ho più una casa. Continuo, però, a vivere nell’abitazione annessa al bed and breakfast “Villa Luna” di via al Pianone, in Città Alta, grazie al buon cuore dei proprietari, che ringrazio sinceramente per tutto quello che stanno facendo per me». È una storia drammatica, quella di Marinella Oberti, 52 anni, da 36 affetta dalla cosiddetta “Sindrome da sensibilità chimica multipla’’, una malattia rara ancora poco conosciuta che provoca, in presenza di sostanze chimiche, gravi crisi simili, per certi versi, alle allergie (sono deleteri i detersivi, gli shampoo, ma anche le onde elettromagnetiche dei cellulari).


Circa un anno fa, nel novembre 2010, Marinella è stata costretta ad abbandonare il suo vecchio appartamento di via Piccinelli, nel quartiere di Boccaleone, per evitare di entrare in contatto con i materiali utilizzati dagli operai, che in quelle settimane avevano iniziato i lavori di ristrutturazione dell’immobile. Palazzo Frizzoni aveva allora stanziato un contributo economico straordinario, grazie al quale la donna era stata in grado di pagare l’affitto della nuova casa in Città Alta. Il 15 novembre 2010, però, è scaduto tale contributo, prorogato già due volte, e l’amministrazione comunale non lo ha più rinnovato.

«La signora Oberti - spiega l’assessore al Servizi Sociali, Leonio Callioni - soffre di una patologia riconosciuta nell’aprile dell’anno scorso dalla Corte di Appello di Brescia e questo implica l’intervento del sistema sanitario. In questi mesi abbiamo fatto di tutto per sostenerla: abbiamo fornito un contributo più che significativo per pagarle l’affitto e abbiamo scandagliato il territorio, anche grazie all’Aler, ad alcune associazioni e alla Caritas, per trovarle una nuova abitazione in cui vivere. Rinnovo l’appello agli enti del territorio, tra cui l’Asl e la Prefettura, affinchè non sia solo Palazzo Frizzoni a sostenere questa spesa che incide davvero troppo sulle casse del Comune, già in difficoltà a mantenere i servizi sociali basilari».


Pronta la replica dell’Asl: «Il pagamento dell’affitto non è di nostra competenza - sottolinea il direttore generale Mara Azzi -. Sarebbe come chiedere all’amministrazione comunale di pagare i farmaci. L’Asl ha competenze sanitarie, non sociali». Il proprietario dell’appartamento in cui vive Marinella Oberti, Donatello Domenici, titolare anche del b&b, non si dà però per vinto. «Non lascerò che la signora Oberti muoia per strada». 
Intanto prosegue la battaglia legale intrapresa dalla 52enne. Dopo la sentenza della Corte d’Appello di Brescia e la decisione del presidente della Repubblica, che le ha riconosciuto il diritto di curarsi all’estero perchè per questa malattia in Italia non esistono terapie, l’Asl ha accertato sì l’invalidità, con una diagnosi che però pone l’accento sui disturbi psicologici causati dalla sensibilità chimica.

di Michele Andreucci

                                                                                                         VEDI COME DONARE